- Aggiornato
- scritto da Andrea Ciambella
Inquinamento Luminoso: il problema che non sapevi di avere in giardino
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- scritto da Andrea Ciambella
Quando pensiamo all’inquinamento, immaginiamo il traffico, i fumi delle fabbriche o i rifiuti dispersi nell’ambiente. Difficilmente pensiamo alla lampada accesa davanti al cancello, ai faretti che illuminano le piante per tutta la notte o al lampioncino lasciato acceso fino al mattino.
Eppure, anche un giardino privato può contribuire all’inquinamento luminoso.
Il problema non è la presenza della luce artificiale in sé, indispensabile per muoversi in sicurezza e utilizzare gli spazi esterni. Il problema nasce quando la luce è troppo intensa, resta accesa inutilmente o viene indirizzata verso il cielo.
La buona notizia è che basta progettare l’illuminazione in modo più intelligente per ridurre notevolmente questo fenomeno. Le lampade con sensore di movimento, regolano la loro luminosità in base alla presenza o meno di persone, animali o autovetture, contribuendo positivamente alla diminuizione dell'inquinamento.
L’inquinamento luminoso è l’alterazione dei livelli naturali di luce notturna causata dall’illuminazione artificiale.
Si verifica, ad esempio, quando una lampada:
La Commissione Europea definisce l’inquinamento luminoso come la presenza di luce artificiale notturna capace di danneggiare l’ambiente, interferire con gli ecosistemi e modificare il comportamento della fauna selvatica.
Non riguarda quindi solamente le grandi città, le insegne commerciali o l’illuminazione stradale. Anche la somma di tante piccole sorgenti domestiche può contribuire a rendere la notte sempre meno buia.
In un giardino l’inquinamento luminoso è spesso involontario.
Si installano lampade potenti pensando che una maggiore quantità di luce garantisca automaticamente più sicurezza. Oppure si lasciano accesi lampioncini, applique e faretti per tutta la notte, anche quando il giardino non viene utilizzato.
Un’altra situazione frequente riguarda l’orientamento delle lampade. Un faretto rivolto dal basso verso l’alto per illuminare un albero può disperdere parte del fascio luminoso oltre la chioma. Allo stesso modo, una lampada senza una schermatura adeguata può emettere luce in tutte le direzioni, compreso il cielo.
Secondo DarkSky International, una quota significativa dell’illuminazione residenziale esterna può disperdersi direttamente verso l’alto proprio a causa di apparecchi poco schermati o orientati male.
Il risultato è un giardino molto illuminato, ma non necessariamente illuminato bene.
La notte non è semplicemente un momento della giornata con meno luce. È una condizione naturale fondamentale per numerose specie.
Insetti, uccelli, anfibi, pipistrelli e altri animali utilizzano l’alternanza tra luce e buio per orientarsi, riposare, cercare cibo, riprodursi e proteggersi dai predatori. L’esposizione continua alla luce artificiale può modificare questi comportamenti.
Le lampade lasciate accese per molte ore possono, ad esempio, attirare gli insetti notturni e trattenerli intorno alla sorgente luminosa. Questo comportamento li espone maggiormente ai predatori, li allontana dalle normali attività e può interferire anche con l’impollinazione notturna.
Anche i pipistrelli possono evitare alcune aree eccessivamente illuminate, mentre gli animali che utilizzano il buio per spostarsi possono perdere importanti zone di passaggio.
In un singolo giardino l’effetto può sembrare trascurabile. Ma quando balconi, vialetti, parcheggi e abitazioni restano illuminati per tutta la notte, il paesaggio notturno cambia completamente.
L’alternanza naturale tra giorno e notte è importante anche per le piante.
La luce artificiale notturna può alterare i segnali utilizzati da alcune specie per regolare la crescita, la fioritura e i cambiamenti stagionali. Gli effetti dipendono dalla quantità di luce, dalla durata dell’esposizione, dalla temperatura colore e dalla sensibilità della singola pianta.
Questo non significa che sia necessario lasciare il giardino completamente al buio. Significa, piuttosto, evitare di illuminare costantemente alberi, siepi e aiuole quando non esiste una reale necessità.
Una luce che si accende solo al passaggio di una persona produce un impatto molto diverso rispetto a un faretto acceso ininterrottamente dal tramonto all’alba.
--> Leggi il nostro articolo su: Come illuminare piante e aiuole con le luci solari
Uno degli errori più comuni consiste nel confondere la sicurezza con la massima luminosità possibile.
Una luce troppo intensa può creare abbagliamento e forti contrasti tra zone illuminate e zone buie. In queste condizioni l’occhio può avere più difficoltà ad adattarsi e a riconoscere ciò che si trova fuori dal fascio luminoso.
Per illuminare correttamente un ingresso, un vialetto o un parcheggio non serve trasformare la notte in giorno. Serve una luce:
L’obiettivo non dovrebbe essere quello di produrre più luce possibile, ma di utilizzare la giusta quantità di luce nel punto corretto.
Una delle soluzioni più efficaci per ridurre l’inquinamento luminoso in giardino è utilizzare lampade ad energia solare con sensore di movimento.
Questi dispositivi rilevano il passaggio di persone o veicoli e aumentano la luminosità solamente quando serve. Dopo un determinato intervallo di tempo, la lampada torna a una luminosità ridotta oppure si spegne.
In questo modo il giardino non rimane inutilmente illuminato per otto o dieci ore consecutive.
Una lampada con sensore può funzionare, ad esempio:
L’uso di sensori, timer e sistemi di regolazione è uno dei principi indicati per limitare l’illuminazione esterna alle ore e alle situazioni in cui è realmente utile.
Le luci ad energia solare sono particolarmente adatte a questo tipo di gestione intelligente.
Durante il giorno il pannello fotovoltaico ricarica la batteria. Al tramonto, il sensore crepuscolare riconosce la diminuzione della luce naturale e abilita automaticamente il funzionamento della lampada.
Il sensore di movimento interviene invece quando viene rilevata una presenza.
La combinazione dei due sensori permette alla lampada di:
In questo caso la tecnologia solare non offre solamente il vantaggio di evitare consumi dalla rete elettrica e lavori di cablaggio. Permette anche di gestire la luce in maniera più precisa e responsabile.
È però importante chiarire un aspetto: una lampada solare non è automaticamente priva di impatto luminoso.
Se è troppo potente, orientata verso il cielo o lasciata alla massima intensità per tutta la notte, può contribuire all’inquinamento luminoso esattamente come una lampada collegata alla rete elettrica. La differenza viene fatta dalla progettazione, dalle modalità di funzionamento e dal modo in cui viene installata.
Anche la migliore modalità con sensore perde parte della sua efficacia se il fascio luminoso è orientato male.
La luce dovrebbe essere indirizzata principalmente verso il basso, evitando dispersioni laterali e verso il cielo.
Per un vialetto, ad esempio, deve illuminare la superficie calpestabile. Per un ingresso deve rendere visibili la porta, i gradini e la zona di accesso. Per un parcheggio deve concentrarsi sull’area di manovra senza raggiungere inutilmente le finestre delle abitazioni circostanti.
Quando si installa una lampada è quindi utile verificare il risultato anche da una certa distanza. Se la sorgente luminosa risulta direttamente visibile e abbagliante, probabilmente l’inclinazione o l’altezza devono essere corrette.
Un piccolo vialetto pedonale non richiede la stessa potenza luminosa di un parcheggio o di un grande ingresso carrabile.
Utilizzare una lampada sovradimensionata non garantisce necessariamente un risultato migliore. Può invece creare dispersione, abbagliamento e consumare più rapidamente l’energia accumulata nella batteria.
Prima di scegliere una luce solare bisogna valutare:
Una luminosità moderata ma ben distribuita è spesso più efficace di un unico punto luce molto potente.
La temperatura colore indica se la luce appare più calda, neutra o fredda.
Quando possibile, negli spazi verdi e nelle aree residenziali è preferibile utilizzare tonalità calde o neutre, evitando luci eccessivamente fredde e ricche di componenti blu.
Le linee guida internazionali per un’illuminazione esterna responsabile consigliano di scegliere temperature colore calde, insieme a luminosità contenute, schermatura e sistemi di controllo.
Una luce calda può inoltre rendere il giardino più accogliente e meno simile a un’area industriale, senza compromettere la visibilità nelle normali situazioni domestiche.
--> Leggi il nostro articolo su: Luce calda, naturale e fredda quale scegliere
Per fare una prima valutazione è sufficiente osservare l’impianto durante la notte e porsi alcune domande:
Non sempre bisogna sostituire completamente l’illuminazione. In alcuni casi è sufficiente modificare l’inclinazione, ridurre la potenza, cambiare modalità o aggiungere un sistema di rilevamento.
Ridurre l’inquinamento luminoso non significa rinunciare alla sicurezza o lasciare il giardino al buio.
Significa utilizzare la luce con maggiore consapevolezza.
Una lampada che si attiva al passaggio illumina esattamente nel momento in cui una persona ha bisogno di vedere. Una modalità a luminosità ridotta mantiene visibile un percorso senza illuminare inutilmente l’intero spazio. Un fascio rivolto verso il basso evita che una parte dell’energia venga dispersa nel cielo.
Le luci ad energia solare con sensore di movimento rappresentano quindi una soluzione concreta per un’illuminazione esterna più efficiente e rispettosa dell’ambiente.
Perché un giardino sostenibile non è solamente uno spazio che consuma meno energia. È uno spazio capace di offrire luce quando serve e di restituire il buio alla notte quando quella luce non è più necessaria.
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